mercoledì 10 maggio 2023

VINO E PASSIONE: L’ALBANA DOCG DI TENUTA LA VIOLA DI BERTINORO

 

 



L’Emilia Romagna è terra di passione, convivialità e vino: tra i vitigni autoctoni, oltre al Sangiovese spicca sicuramente l’Albana, varietà a bacca bianca molto diffusa nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna (oltre a Bologna), che ha ricevuto la denominazione più alta, la Docg.

Un’uva di grande struttura, generosità e molto versatile visto che il Disciplinare della Docg prevede la produzione nelle tipologie seccoamabiledolcepassito passito.

Borghi d’Europa si è soffermata sulla tipologia secca, degustando le due etichette di Albana Romagna Docg di Tenuta La Viola, cantina situata nel borgo collinare di Bertinoro (Forlì-Cesena) e gestita dal 1962 con competenza dalla Famiglia Gabellini, che sin da subito si è dedicata alla produzione di qualità delle uve autoctone locali, convertendosi in biologico nel 1999 e iniziando nel 2018 le pratiche di agricoltura biodinamica.

La degustazione:

-        Romagna Albana Secco Docg InTerra 2021: il punto forte di questo vino sta nel fatto che fa una macerazione sulle bucce per 6 mesi in anfore georgiane prima dell’affinamento in vetro per 3 mesi, possiede un naso molto ricco , con note di albicocca e pesca disidratata, mineralità e sentori erbacei che ricordano il fieno e il timo, al palato ha un’ottima struttura, è caldo e avvolgente. Borghi d’Europa lo ha provato con una zuppa di pesce mista (con gamberetti e seppioline), ma può sposarsi benissimo anche con carni bianche.

-        Romagna Albana Secco Docg Frangipane 2022: un’Albana caratterizata da una grande beva, freschezza e sapidità, infatti Borghi d’Europa lo ha provato con due formaggi freschi come lo Squacquerone di Romagna Dop e la Casatella di Romagna, abbinamento davvero azzeccato!

Il terroir di Bertinoro dove sorge Tenuta La Viola (calcareo-argilloso, col tipico Spungone, roccia calcarea arenaria) è pertanto rispettato e tutelato e naturalmente si riflette nei calici; Borghi d’Europa continuerà a comunicare questa realtà vinicola nel Percorso Internazionale Eurovinum, Paesaggi della Vite e del Vino.

Evviva!

giovedì 4 maggio 2023

Aquositas - Di qua e di là del Piave : All'Osteria Beltrame a Spresiano fa tappa l'Europa

  I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa sono giunti alla Osteria Beltrame di Spresiano, seguendo il vino col fondo di Col Miotin.


Impegnati da anni in itinerari vagabondi, alla scoperta degli inediti del buon e bello vivere, i giornalisti stanno sviluppando un'azione (Di qua e di là del Piave) del  progetto internazionale, L'Europa delle scienze e della cultura che è Patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica), che propone percorsi informativi sui temi della sostenibilità nella filiera agroalimentare.


“ Quella buona glera col fondo, ci ha fatto conoscere un indirizzo di gola per davvero appetibile – osserva Renzo Lupatin, giornalista e presidente di Borghi d'Europa-.”


L'idea è semplice : far incontrare a convivio giornalisti, produttori, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni locali, per confrontare le storie, valorizzare le eccellenze di territori diversi, 'informare chi informa'.




Il tutto con un approccio multimediale, che ben si adatta al carattere e alla personalità dei due anfitrioni : Laura (molto più che una cuoca, l'erede di una storia familiare centenaria) e Samuele che interpreta alla grande il ruolo di gran comunicatore, con una sportività che ha salde radici nel suo recente passato agonistico nel mondo del rugby.

“La nostra è per davvero una Osteria e tale deve rimanere. Siamo un ponte verso le produzioni del territorio e non sapremmo immaginarci un ruolo al di fuori di questa dimensione autentica.”

Semplicità, simpatia, discorsi chiari : questa è l'Osteria Beltrame.


Borghi d'Europa ha deciso di promuovere gli incontri a convivio su diversi temi in questa realtà, per poter offrire uno scampolo diverso del mondo della ristorazione trevigiana.


Qui non vi sono i guru e neppure i maestri di vita che pretendono di suggerire improbabili filosofie (sempre corroborate da conti robusti.....), qui incontrate Laura e Samuel che con umanità, professionalità certa e talento, sanno donare una accoglienza vera.


Così va bene !

giovedì 13 aprile 2023

Borghi d'Europa a Caorle alla Brussa Horse Oasi (BHO)

  

Milano - L'inserimento di BrussaHorseOasi (BHO) di Caorle nel progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Jonica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica), ha portato alla realizzazione di uno stage della trasmissione multimediale Borghi d'Europa presso la sede del Birrificio B2O,


“Una occasione – osserva Renzo Lupatin, giornalista e Presidente di Borghi d'Europa-, per conoscere il mondo di relazioni che caratterizza questa realtà ”


Antonio Sambo, Manager Sviluppo di Agri Energia La Brussa, ha ripercorso le tappe dell'impegno dell'Oasi per Natura di Caorle, con passione e competenza : “ Siamo Futuro sostenibile”.

“Tutta la Brussa (circa 2.000 HA) nasce con noi ai primi del '900, dalla bonifica di terre salmastre irrorate di corsi d'acqua dolce. L'opera dei nostri avi, uomini che pazientemente hanno consolidato argini e terreni, ha organizzato le colture, rispettando il territorio e la natura.

Animali di terra, acqua e del cielo hanno da sempre abitato questo ambiente.

Oggi Vallevecchia, estremità ad est in Brussa, grazie a Veneto Agricoltura, è l'area a maggior biodiversità d'Europa. La spiaggia, le dune, il bosco, i canali e i campi parlano ancora linguaggi ancestrali. Oggi le giovani generazioni si sentono custodi di questo tesoro.



All'incontro ha partecipato l'Assessore al Bilancio e Personale del Comune di Caorle , Vera Montisano, che si è soffermata sulle politiche di valorizzazione e di difesa dell'ambiente da parte dell'ente locale.

Sugli aspetti della valorizzazione del turismo sostenibile ha anche insistito Marco Gusso, direttore di Caorle.it .

Davide Sforzin, Mastro Birraio, ha raccontato la storia del Birrificio B2O che produce e ricerca le

materie prime,in particolare l'orzo e il frumento con un occhio di riguardo alla tradizione e al territorio.Infatti è stata riscoperta una genetica indigena di questi due cereali : l'Eraclea, che viene coltivata a fianco del Birrificio nei campi di sua proprietà.


Le attività equestri sono state raccontate da Manolo Turcato, con gli interventi di Clara Campese presidente del Veneto di FISE e di Fabrizio Cecchin, responsabile delle attività di Enduramce Veneto.


La storia di Oselladore Caffè di Rossano Veneto, la sua ricerca ostinata dell'eccellenza, lo sguardo rivolto ai mercati internazionali, le scelte nell'area dell'omaggistica aziendale, sono stati raccontati con naturalezza e semplicità da Silvia Gastaldello.





sabato 8 aprile 2023

Eurovinum (Marche) – I vini di Villa Bucci

 


I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa promuovono il Percorso Internazionale Eurovinum, nel quadro del progetto L'Eiuropa delle scienze e della cultura, patrocinato dalla IAI (Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica),.

La partecipazione all'evento di GoWine all'Hotel Melià a Milano per la presentazione di Cantine d'Italia 2023 (guida per l'enoturista), ha portato alla degustazione del Verdicchio dei Castelli di JesiClassico Riserva di Villa Bucci.


LA TENUTA PONGELLI


"La nostra famiglia si occupa di agricoltura dal 1700 ed è originaria di Montecarotto, uno dei Castelli di Jesi, nella regione Marche. L' Azienda Agricola ha una superficie di circa 350 ettari e una produzione diversificata: grano duro e tenero, mais, bietole da zucchero, piselli, colture da seme, girasoli. I Vigneti di Verdicchio del Castelli di Jesi DOC coprono circa 25 ettari in zona DOC Classica. Più 6 ettari di uve rosse Montepulciano e Sangiovese che rientrano nella DOC del Rosso Piceno. Produciamo circa 700/800 quintali di Verdicchio all’anno e 300 quintali di Rosso, solo con uve provenienti dai nostri vigneti. Produciamo anche circa 20/25 quintali di olio d’oliva extravergine, solo da olivi di nostra proprietà. Da sempre coltiviamo Vitigni e Oliveti solo con tecniche biologiche e da oltre 20 anni siamo certificti in coltura biologica (organic growing)."

Il Villa Bucci è un bianco con caratteristiche da "rosso" e come i rossi deve essere trattato, soprattutto per la temperatura di servizio che non deve essere ghiacciata ma appena fresca specialmente nelle annate più lontane, possibilmente con la bottiglia aperta almeno mezz'ora prima. Infatti il vino, affinato a lungo in botte e bottiglia, modifica la struttura dei profumi che da primari (uva e fiori) diventano secondari e terziari: spezie, erbe aromatiche, officinali, minerali, ecc. Come avviene per i grandi vini rossi il VILLA BUCCI ha,bisogno di respirare, e il freddo li chiude.

"Abbiamo imbottigliato le seguenti annate: 1983, 1985, 1987, 1988, 1990, 1992, 1994, 1995, 1997, 1998, 1999, 2000, 2001, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2012, 2013, 2014."


Comunicare per esistere

https://comunicareperesistere.blogspot.com/2022/12/eurovinum-i-vini-di-villa-bucci-la.html


Borghi europei del gusto

https://borghieuropeidelgusto.blogspot.com/2022/12/eurovinum-i-vini-di-villa-bucci-la.html


Altratavola news

https://altratavolanews.blogspot.com/2022/12/eurovinum-i-vini-di-villa-bucci-la.html


Vinit

https://my.vinit.net/news/list.php


Giallo Zafferano (Mondadori Media)

https://blog.giallozafferano.it/lupatin/eurovinum-i-vini-di-villa-bucci-la-degustazione-a-gowine-a-milano/




lunedì 20 marzo 2023

La Via delle Buone Cose - Le degustazioni di Borghi d’Europa Osteria Antica Guizza - Conegliano (TV)

 



Il Cabernet Sauvignon, vitigno principe della viticoltura di tutto il mondo



I giornalisti della redazione dell’associazione culturale Borghi d’Europa e della rivista Degusta, hanno degustato all’Osteria Antica Guizza di Conegliano, il Cabernet Sauvignon prodotto da Denis Boscaratto, titolare dell’Azienda Agricola Terre Boscaratto di Susegana (TV). L’azienda appartiene alla FIVI - Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, l’organizzazione che rappresenta e promuove i vignaioli che seguono direttamente tutta la filiera produttiva, dalla coltivazione della vigna, alla trasformazione dell’uva in vino, fino all’imbottigliamento ed alla vendita.


Questa la degustazione del vino, Cabernet Sauvignon Colli Trevigiani IGT 2021 - alc. 12,5% vol.

Note di Degustazione

Rosso rubino con riflessi violacei. All’olfatto profumi di mora e lampone con lievi sentori vegetali nel finale. All’assaggio è fresco, sapido con tannini ancora giovani. Vino schietto dalla beva immediata che invita alla convivialità.

Abbinamento

Da accompagnare alla merenda Trevigiana con pane e soppressa oppure da gustare in abbinamento ad un primo piatto di tagliatelle con ragù dell’aia.



Il Cabernet Sauvignon è il vitigno a bacca rossa più diffuso al mondo, dopo il merlot. Il terroir d’elezione è la Francia, nella celebre regione di Bordeaux (Médoc e Graves), dove viene spesso assemblato con merlot e cabernet franc. La vera identità del cabernet sauvignon è stata scoperta alla fine degli anni novanta del novecento dall’Università di Davis in California. Gli studi compiuti sul DNA della cultivar hanno rivelato che il vitigno è il frutto dell’incrocio spontaneo, avvenuto probabilmente nel XVII secolo, fra il cabernet franc (vitigno a bacca rossa) e il sauvignon blanc (vitigno a bacca bianca).

Vitigno internazionale per eccellenza, il cabernet sauvignon, possiede una buona capacità di adattamento alle diverse condizioni climatiche del pianeta ed ai diversi terroir, mantenendo le sue caratteristiche di riconoscibilità. Il vino che ne deriva, dalla personalità ben definita, è intenso con tannini decisi, di ottima struttura e lunga persistenza, in grado di acquisire con l’invecchiamento splendide sfumature.

Il profilo olfattivo ricorda gli aromi dei frutti a polpa rossa e scura come i mirtilli, i lamponi, la mora, la prugna ed il ribes nero. Nei climi più freschi, dove matura con maggior difficoltà, si potranno percepire al naso note più vegetali, come quelle di foglia di pomodoro e peperone. Vino raffinato e longevo. La maturazione in legno, oltre a smussare i tannini ed a renderlo più morbido, favorisce l’evoluzione dei sentori terziari con aromi complessi di tabacco, caffè tostato o cioccolato.

Molto diffuso ed apprezzato anche a livello mondiale, lo troviamo in California (Napa Valley e Sonoma Valley), Argentina (Mendoza), Spagna, Cile, Australia, Sudafrica e Cina. Nel nostro Paese il cabernet sauvignon è arrivato a Marengo (Mantova) all’inizio del XIX secolo, grazie al Conte di Sambuy che iniziò a coltivarlo sperimentalmente. Fino agli anni ‘80 del secolo scorso era il cabernet franc ad avere una maggior diffusione nel nostro Paese, specie in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. La situazione cambiò in seguito al successo internazionale di vini, come il Sassicaia e il Tignanello, prodotti con il cabernet sauvignon che dimostrarono il grande potenziale del vitigno ed i risultati eccellenti ottenuti anche al di fuori del celebre territorio Bordolese.

Ovunque Il cabernet sauvignon è sinonimo di vini di successo, vitigno perfetto, come viene descritto nel 1785 da Charles-Louis de Secondat, il barone di Montesquieu.



Buona degustazione!



Antonella Pianc

venerdì 10 marzo 2023

Stroppari e Tezze sul Brenta, Borghi del Gusto

 

Le iniziative di informazione di Borghi d’Europa per il progetto L’Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica,Forum intergovernativo per la cooperazione internazionale nella regione adriatico ionica), sono giunte in provincia di Vicenza, nel comune di Tezze sul Brenta. L’impegno e la passione della famiglia Scopel nel settore alimentare (e non solo), hanno convinto i giornalisti e i comunicatori a proporre il borgo di Stroppari (ove si è sviluppata l’attività della famiglia con un polo commerciale di autentica eccellenza) e di Tezze sul Brenta come ‘Borghi del Gusto’. 
Le visite in incognito hanno dato ragione a questa impostazione : per due anni un percorso informativo documenterà e racconterà queste contrade, che si impegneranno anche a confrontarsi con altri Borghi del Gusto della rete internazionale. 
I temi : la storia dei borghi ; il patrimonio architettonico, culturale ed artistico ; le vie del gusto ( seguendo le chiavi di lettura dei Percorsi Internazionali : le Vie del Pane e della Pizza, la Strada dei Formaggi,la Via dei Norcini, Eurovinum,la Via delle Buone Cose,ecc.). Per ogni tema verranno realizzati dei dossier fatti di servizi informativi multimediali, che conosceranno una divulgazione europea. E’ previsto anche il dono di materiali didattici di educazione alimentare (Viaggio dentro la Vita) alle comunità scolastiche. Le visite e le interviste di Borghi d’Europa sono già iniziate.

giovedì 9 marzo 2023

Percorso Internazionale I Mulini del Gusto - Farine d’Italia Farine di Mais (II) Polenta Taragna e Pizzocheri

 Ci è sembrato interessante trattare specificamente questo argomento, perché sembra documentare un periodo di introduzione del Mais nei nostri usi alimentari.

Infatti, premesso che la polenta (puls), composta da un impasto di acqua e farine (soprattutto di farro o fave) era un alimento tradizionale dei Romani fin dai tempi più antichi, venendo ai tempi dell’introduzione del Mais in Italia è verisimile affermare che, soprattutto nelle valli montane allora più povere, l’uso del Mais non fosse così frequente, ma venisse usato come farina assieme ad altre più tradizionali (e meno costose!) come il Grano Saraceno.

Da ciò nacquero probabilmente i piatti-simbolo della Valtellina: la Polenta Taragna ed i Pizzoccheri.

Quanto alla prima, si tratta di una polenta (tipica della Valtellina e delle Valli Bergamasche), ottenuta dall’impasto di farine di mais e di Grano Saraceno, (che conferisce il tipico colore bruno ed il sapore deciso), oltre che da formaggi locali (nella Valtellina classico è il Casera).Quanto al curioso nome, esso deriva da “tarai”, ovvero il bastone utilizzato per girare la polenta (“tarare” in dialetto valtellinese).

Polenta Taragna




Oltre che per l’indimenticabile sapore, questo piatto è particolarmente interessante anche da un punto di vista alimentare, perché il Grano Saraceno, con la sua ricchezza di nutrienti, tra cui le vitamine del gruppo B, arricchisce ed integra le sostanze contenute nel Mais (non parliamo poi degli altri ingredienti come il formaggio!)


Polenta taragna

Dosi per: 4 persone

Ingredienti

  • Farina per polenta Taragna : 500 gr (oppure 200 gr. di Grano Saraceno e 300gr. di mais)

  • Burro: 150 gr

  • Acqua: 2 l.

  • Formaggio Casera:300 gr

  • Sale q.b.

Versare l’acqua in una casseruola e, raggiunta l’ebollizione, aggiungere il sale e versare la farina, mescolando in continuazione per evitare la formazione di grumi. Cuocere per circa 60’ o per il tempo indicato sulla confezione della farina, mescolando in continuazione finché l’impasto non sarà denso e corposo. Tagliare a cubetti il formaggio e il burro e aggiungerli alla polenta, mescolando accuratamente finché il formaggio non sarà ben sciolto. Al termine la polenta dovrà avere una consistenza liscia e setosa. Disporre infine la polenta in un piatto da portata e servire caldissima.

Quanto ai Pizzoccheri, rimando all’articolo precedentemente pubblicato: https://comunicareperesistere.blogspot.com/2023/01/la-montagna-dellinformazione-sala.html


Gianluigi Pagano